E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Conoscere se stessi per gestire il proprio tempo
Conoscere se stessi per gestire il proprio tempo

di CIRO SCATEGNI

Nei suoi anni di massima produzione artistica Ludwig Van Beethoven aveva consolidato una serie di rituali che lo accompagnavano durante tutte le sue giornate. Uno di questi era la colazione. Infatti, dopo essersi svegliato, sempre all’alba, iniziava la preparazione della sua bevanda preferita, il caffè. Lo preparava ogni mattina personalmente, in una macchina di vetro, secondo un processo lento e meticoloso, con la quantità esatta di 60 chicchi, contati uno per uno. La sua giornata proseguiva con una lunga passeggiata nel pomeriggio e dopo le sue attività serali, tra le quali il teatro e la lettura dei giornali, si concludeva, mai dopo le 22.

Ovviamente a questi momenti affiancava la prolifica attività di compositore. 32 sonate, 18 quartetti, 9 sinfonie ed innumerevoli altre opere sono state concepite durante le “pianificate” giornate dei suoi 57 anni di vita. Dalla vita quotidiana e dalla grandezza dell’opera musicale del genio Beethoven emerge quindi una delle sue tante qualità, un’impeccabile gestione del tempo.

Spesso ci capita di sentire amici, colleghi o familiari lamentarsi dei troppi impegni e del poco tempo a disposizione. Molti sono convinti che ci sarebbe bisogno di una venticinquesima ora per riuscire a soddisfare le nostre esigenze professionali, familiari e di svago. Siamo sicuri però che se aumentasse il tempo a nostra disposizione nell’arco di una giornata saremmo capaci di soddisfare tutti i nostri bisogni e portare a termine i nostri impegni? Per alcuni la risposta è sì, per altri no. La differenza sta non solo in come si gestisce il tempo che si ha a disposizione, ma soprattutto chi è la persona che lo fa.

Eppure quello del tempo sembrerebbe un concetto molto lontano dall’essere soggettivo, perché è uguale per tutti. Da un certo punto di vista, infatti, si potrebbe dire che il tempo è la risorsa più democratica che esista, in quanto non fa differenze d’età, di nazionalità o di classi sociali. Un’ora è composta di 60 secondi e un giorno di 24 ore, per ognuno di noi.

Sono numerosissime soprattutto negli ultimi anni le tecniche Time Management che attraverso vari metodi mirano a gestire il tempo a disposizione nella maniera più efficace possibile. Alcune di queste sottolineano l’importanza della chiarezza comunicativa per ridurre il tempo di comprensione, altre incoraggiano la pianificazione minuziosa delle attività della giornata, altre ancora affrontano il problema della procrastinazione. Queste pratiche, che hanno una propria validità in alcune circostanze, sembrano trascurare completamente l’elemento soggettivo, scavalcandolo in ragione di un controllo totale del tempo a disposizione.

Spesso, infatti, individuiamo nell’ “oggettiva” mancanza di tempo l’ostacolo che si pone tra noi e il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissi e facciamo di tutto per riuscire a controllarlo, in qualunque modo. È proprio questo il punto centrale della questione, perché il tempo proprio per la sua natura di entità inesorabile ed immutabile non può essere fermato e il suo scorrere non dipende da noi.

Cercare di fermare e controllare qualcosa sulla quale natura non possiamo intervenire è il peggior modo di sprecare il nostro tempo. Quello che possiamo gestire, invece, siamo noi stessi e le nostre emozioni. Ecco allora che ci accorgiamo che il modo per riuscire a gestire il nostro tempo in maniera orientata al raggiungimento dei nostri obiettivi non è al di fuori, ma dentro di noi.

Lavorare in maniera efficace sulla gestione del tempo è quindi riuscire ad avere consapevolezza di noi stessi e dei nostri obiettivi. Comprendere i nostri impegni e la maniera in cui li affrontiamo dal punto di vista emotivo, vuol dire cercare di rispondere alle domande che si generano dentro di noi, ovvero capire di cosa abbiamo davvero bisogno, cosa dobbiamo fare per ottenerlo e quanto tempo vogliamo dedicare al suo raggiungimento. Albert Einstein descriveva la sua genialità dicendo: “Non sono particolarmente intelligente, è soltanto che resto con i problemi più a lungo degli altri”. Questo è restare con le domande tutto il tempo necessario per trovare la risposte.

Il tema della comprensione dei nostri bisogni, delle nostre urgenze è centrale nella gestione del tempo. Per non rischiare quindi di rimanere bloccati dalla spasmodica brama di controllare il tempo, bisogna imparare a gestire l’urgenza. Per riuscire meglio a gestire gli impegni, quindi, è fondamentale capire ciò che è importante e ciò che non lo è affatto. Nel suo libro “Crea il tuo destino” Patrizio Paoletti suggerisce uno schema che aiuta ad individuare la natura degli eventi che ci si presentano, per poi agire di conseguenza a seconda della loro urgenza.

Lo schema è formato da quattro zone, la prima delle quali è chiamata zona di dispersione. Questo è il territorio del “non determinante e non urgente”, ovvero di quelle azioni che ci permettono di non tenere la mente troppo occupata, come scorrere la bacheca di Facebook facendo una pausa dal lavoro. Queste attività non ci gratificano, ma non sono così insoddisfacenti da spingere al cambiamento.

La seconda zona è quella di immaginazione, del “non determinante e urgente”. Questa è la condizione delle persone stressate. Qui si collocano quelle attività dalle quali ci facciamo interrompere, la maggior parte delle volte in maniera immotivata, come rispondere al telefono o leggere le mail quando siamo impegnati in altro, facendo diventare le urgenze altrui le proprie urgenze. In questa fase, nonostante la pianificazione degli impegni ci si lascia trascinare da ciò che ci vengono presentate come urgenze, ma in realtà non lo sono affatto.

La terza parte dello schema è formata dalla zona di identificazione. Qui ci sono gli eventi “determinanti e urgenti”, quelli non programmabili, ma che diventano all’improvviso importanti, come la malattia di un collega da sostituire in un compito o di un familiare che richiede tutta la nostra attenzione. Questi eventi sono quasi sempre imprevedibili, ma si può allenarsi per essere emotivamente pronti a reagire.

Quarta ed ultima zona è quella di realizzazione, ovvero del “determinante e non urgente”. In questa zona c’è quello che ognuno di noi ritiene che ci debba essere. Potrebbe essere leggere, fare sport, passare un week-end senza utilizzare il cellulare stando in compagnia dei propri cari. Sono tutte quelle azioni che per noi sono importantissime e di cui sentiamo il bisogno, ma che pochi riescono a realizzare per i troppi impegni.

Più di tutte le attività di pianificazione e di Time Management è questo il punto centrale per riuscire a gestire al meglio il proprio tempo. Ascoltare se stessi, le proprie domande, i propri bisogni, le proprie urgenze e dedicargli tutto il tempo necessario non ci renderà in grado comporre immortali opere musicali come Beethoven, né la teoria della relatività come Einstein, ma permetterà ad ognuno di noi di essere consapevole delle proprie emozioni, padrone del proprio tempo e creatore del proprio destino.

BIBLIOGRAFIA
- Paoletti P., Crea il tuo destino. Per organizzare e orientare l’intelligenza emotiva, MED, 2007.
- Saglietti B., Beethoven, ritratti e immagini: uno studio sull'iconografia, EDT, 2010.

- Gestione del tempo: 5 Modi per aumentare la propria produttività