E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Patrizio Paoletti alla Giornata di studi presso la Sapienza di Roma: "Crisi e prefigurazione, vedersi cambiare nel mondo che cambia"

L'intervento di Patrizio Paoletti, presidente della Fondazione, alla Giornata di studi "Speranza, fiducia, progettualità nelle opinioni dei giovani italiani", tenutasi lunedì 14 aprile presso l'Università "Sapienza di Roma.

"Il sondaggio d'opinione che abbiamo realizzato ci ha detto molto sulla visione del futuro dei giovani italiani. La loro fiducia nel domani si costruisce oggi giorno dopo giorno, attraverso capacità personali che non sono solo accademiche. Parlo di quelle risorse interiori, chiamate da Goleman capacità dell’intelligenza emotiva e studiate trasversalmente e approfonditamente da moltissimi ricercatori in tutto il mondo, in grado di fare la differenza per ognuno di noi.

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Le 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva, così come confezionate da Goleman, sono: consapevolezza di se, dominio di se, motivazione, empatia ed abilità sociali. Per abilità sociali si intende la capacità di connettersi con un tessuto infinito di relazioni, che a me piace definire come il nostro spazio neurale espanso: percepire l’altro come colui che ha il segreto che stai cercando e che ha la capacità che in te manca in quel momento.

Questo concetto è importante perché ci permette di diventare da competitivi ad interattivi. In questo senso, l’altro non è più il mio antagonista, ma diventa colui che può supportarmi nel mio andare verso il futuro che ritengo possibile. Questo dato emerge spesso nel nostro sondaggio. I giovani desiderano non sono essere sfidati, ma sostenuti nella sfida. E a volte hanno bisogno che tale sostegno non venga solo dalle Istituzioni, ma anche dal tessuto neurale espanso, cioè da tutte le persone che incontrano ogni giorno. Le relazioni sociali oggi sono fondamentali perchè arricchiscono la nostra vita, facendo maturare in noi nuove capacità nel momento in cui l’incontro con l’altro diventa fecondo.

E' quindi importante comprendere che occorre non solo formare nei giovani le capacità accademiche, ma anche allenare quei talenti e potenziali nascosti all'interno di ognuno di loro. Diventare consapevole delle sue istanze più intime, rende un giovane un uomo forte. Goleman ha dimostrato quanto siano importanti le competenze dell'intelligenza emotiva. Nel suo saggio “Lavorare con l’intelligenza emotiva”, presenta infatti i risultati di una ricerca sui modelli
d’eccellenza, che utilizzava la definizione dei profili di competenze redatti da professionisti di 121 aziende e organizzazioni di tutto il mondo con milioni di dipendenti e collaboratori. I profili utilizzati riguardavano 181 diverse posizioni
. Dall’indagine emergeva che il 67% delle capacità ritenute essenziali per performance efficaci sono di natura emotiva, afferenti ad abilità come l’empatia e le abilità sociali, contro il 33% afferente all’Expertise ed al Quoziente Intellettivo.

Questo dato schiacciante ci sposta verso una didattica complessa, che vede la necessità dell’interazione tra 2 mondi: il mondo esteriore dell’acquisizione delle competenze, e quello interiore della gestione delle competenze. Il punto focale non è soltanto l’acquisizione di dati, ma la loro gestione al fine di mantenerli magmatici nella quotidianità e utilizzarli come una struttura portante nei momenti in cui la domanda sociale si fa pressante nei nostri confronti, come accade oggi.

Oggi le cose sembrano non andare per il meglio, eppure chi possiede le 5 capacità dell’intelligenza emotiva può riuscire a gestire meglio la sua vita, specialmente se riesce a fonderle con altre 5 parole: ruolo, responsabilità, priorità, delega e controllo. E’ necessario fornire al giovane, fin dalla più tenera età e dal suo primo incontro con il processo educativo formale, stimoli e sfide che gli permettano di rendersi conto che la consapevolezza che ha di sé scriverà il ruolo sociale che può interpretare nella sua quotidianità.

Il ruolo è la capacità di leggere se stessi e di leggere gli altri. Offrendomi agli altri, aprendomi alla relazione e facendo sì che gli altri si offrano a me, , io posso imparare dai loro comportamenti, dal livello di consapevolezza che esprimono, nell’assunzione di responsabilità che obbligatoriamente la società li invita a manifestare. Il concetto di ruolo è direttamente collegato alla consapevolezza di sé. Che cosa è un ruolo se non essenzialmente dominio di se stessi e responsabilità, intesa come capacità di dare risposta alle domande che la vita, la società, l’altro ci pongono costantemente.

Poi c'è la motivazione, associata ad un’altra capacità fondante dell’individuo: quella di saper creare una scala di priorità. Se io non so cosa è più importante per me, l’ordine delle cose che farò non sarà efficace. Più sarà chiaro ciò che voglio, più la mia azione sarà orientata ed efficace. La flessibilità, così tanto importante per i giovani oggi, deriva proprio dalla consapevolezza di ciò che voglio e di quali strumenti dispongo per perseguirlo.

Chiudo con le ultime due parole chiave per il terzo millennio. La prima è delega. La priorità mi spinge a capire che il mondo che mi circorda è parte di me, come io sono parte dell’altro. L’altro deve essere da me coinvolto così come io devo coinvolgermi nell’altro, in quella responsabilità sociale che è far accadere le cose. Questa dimensione è delegata da me all’insieme, dall’insieme a me. L'ultima parola è controllo. La capacità di controllare le proprie emozioni e di arricchire il proprio tessuto sociale, accogliendo e riconoscendo la diversità come ricchezza, diventa determinante per controllare la qualità della propria vita e per generare qualità nella vita sociale.

La Fondazione Paoletti è impegnata dal 2000 nel creare questi modelli pedagogici ed educativi perché crede nella capacità interiore dell’uomo e crede nella capacità sociale, nel singolo individuo nel cambiare tangibilmente la dimensione della collettività."

Patrizio Paoletti