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La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Donne, maestre d'empatia e voce delle emozioni
Donne, maestre d'empatia e voce delle emozioni

Le donne sono capaci di elaborare uno spettro più ampio di dati e possibilità in situazioni complesse, resistono meglio allo stress e dono dotate di più sviluppate capacità empatiche rispetto agli uomini.

Ormai da diversi anni, molti studi neuroscientifici si sono concentrati sulle differenze di genere nel cervello umano, fornendo un riscontro biologico a quelle piccole differenze che spesso percepiamo nel nostro vivere quotidiano.

Il tipico “intuito femminile”, che ognuno di noi ha certamente avuto modo di osservare in una madre, in una sorella, in un’amica o in una partner, può essere identificato nella specifica ed esclusiva struttura del cervello femminile.

E’ dimostrato, ad esempio, che il corpo calloso, un fascio di fibre nervose che connettono i due emisferi del cervello umano, è molto più intrecciato e complesso nel cervello femminile rispetto a quello maschile: i due emisferi della donna comunicano più facilmente tra loro.

L’uomo tende ad elaborare i dati che provengono dall’esterno con maggior carico sull’emisfero sinistro, sede della razionalità , dei processi logici e del pensiero lineare. La donna, al contrario, distribuisce gran parte di tale elaborazione anche sull’emisfero destro, sede delle emozioni e del pensiero in parallelo. Il cervello femminile sarebbe così in grado di analizzare contemporaneamente uno spettro più ampio di dati e fornire una maggiore varietà di risposta alle situazioni.

Diversi studi, inoltre, hanno evidenziato che nella donna è più attiva una zona dei lobi frontali legata ai processi decisionali e connessa alle aree “limbiche” dell’emotività. Il processo decisionale delle donne, dunque, è maggiormente influenzato dalle emozioni.

Un denso corpus di studi ha dimostrato anche che le donne risultano molto più resistenti agli stress, sia in campo fisico che psicologico.

Ma ciò che caratterizza e distingue in maniera netta il genere femminile sono le capacità empatiche: secondo quanto emerge da uno studio pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences” e realizzato da un gruppo di ricercatori delle Università di Utrecht e Lieden (Olanda), Cape Town (Sud Africa) e Cambridge (Regno Unito), la forte propensione delle donne all’empatia, la loro naturale inclinazione a “sentire” e capire gli altri attraverso linguaggi non verbali, è più sviluppata che negli uomini per cause biologiche.

Il fattore determinante è il testosterone: il ricercatore Jack van Honk e la sua equipe sono riusciti a provare che la concentrazione di testosterone, che nel cervello femminile è presente in bassissime quantità, è in relazione inversa con le abilità empatiche.

La ricerca ci dice, dunque, che il cervello della donna e dell’uomo sono diversi, ma ciò non significa affatto che l’uno sia migliore dell’altro. Comprendere tale diversità, piuttosto, può portarci ad essere più consapevoli di quanto queste differenze siano preziose.

Il mondo delle donne gravita in misura maggiore intorno alle emozioni e alla capacità di “sentire” quelle degli altri, quello degli uomini è più spostato sulla razionalità: quale migliore occasione per guardarsi con rispetto, per imparare gli uni dagli altri e per essere complementari?