E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Educare in famiglia

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Educare in famiglia

A seguire tutti i corsi dell'area "Educare in famiglia" con una breve presentazione e la descrizione degli obiettivi.

La formazione può essere erogata in presenza, on-line o in modalità blended, cioè supportando la formazione d’aula con la nostra piattaforma e-learning o integrando il percorso in presenza anche con momenti di studio e approfondimento personali.

Clicca sul nome del corso per i dettagli:

La stimolazione del bambino

Le neuroscienze ci dicono oggi che l’intelligenza è una caratteristica che può essere potenziata. Quando ci troviamo davanti ad un bambino, questa affermazione è ancor più vera considerando come la mente del bambino, specialmente nei primi anni di età, possieda la straordinaria capacità di assorbire tutto ciò che il suo ambiente offre. Tutto questo senza sforzo attraverso il “semplice” esperire. È dunque centrale, in questa prima fase della vita, l’azione dell’educatore nel fornire stimoli selezionati ed orientati che possano contribuire a potenziare le già presenti capacità del bambino. Non si tratta di approntare “lezioni di intelligenza”, ma di saper cogliere all’interno dei diversi contesti quotidiani, a scuola e a casa, le infinite occasioni per arricchire di conoscenze la vita dei bambini al fine di aumentarne la capacità attentiva, permettere loro di trovare soluzioni creative ai problemi quotidiani, di imparare a concentrarsi su un compito per portarlo a termine e di imparare, nel corso dello sviluppo, a collaborare. Tutto questo è possibile grazie alla giusta interazione con il bambino, che necessita del corretto legame affettivo: il solo capace di generare una buona relazione empatica. Non è possibile infatti motivare all’apprendimento il bambino se prima non si è costruita una relazione emotiva capace di coinvolgerlo in maniera che ogni momento risulti un momento speciale.

Obiettivi:
• Aggiornarsi sull’intelligenza infantile e scoprire come potenziarla
• Acquisire tecniche per costruire una buona relazione empatica e utilizzarla nei contesti scolastici e familiari
• Studiare le basi neuroscientifiche dell’empatia che favorisce il magnetismo e una buona stimolazione.
 


Il no e le regole

Spesso dire di no nel modo corretto può essere difficile, ma le regole sono una parte fondamentale delle relazioni tra genitori e figli, insegnanti e alunni. Si tratta quindi di comprendere come i no devono essere proposti per ben educare. Da soli, infatti, i limiti possono generare paura, aggressività o ribellione, ma se proposti con fermezza e dolcezza possono infondere nel bambino un senso di sicurezza e contribuire a formare il senso di responsabilità. Il limite infatti ha necessità di essere accompagnato da più alternative, in modo da costituire sempre e comunque un ampliamento dell’esperienza del bambino: è un “no” a qualcosa in un determinato momento/contesto, ma contemporaneamente un “si” ad altre possibilità. Il “no” definisce quindi una misura all’interno della quale la vita pone particolari quesiti al fine di permettere l’avanzamento necessario in quella particolare fase. Questa procedura se utilizzata all’interno di una relazione rassicurante, stimola nel bambino la creatività, un percorso di domande a cui da solo egli può cercare risposte, acquisendo al tempo stesso il senso di autocoscienza
e di autostima. Se colui che educa crede fermamente che egli possa rispondere da solo “alle domande” che la vita gli pone attraverso l’esperienza, allora egli saprà che l’adulto lo crede capace e si sentirà capace.

Obiettivi:
• Studiare le regole, il loro senso e il modo più efficace per introdurle nel processo educativo
• Fare un focus sulle differenti fasi della vita e sui differenti “no” che possono essere sostenuti per muovere il bambino verso una buona indipendenza
• Studiare le basi relazionali che occorrono per sviluppare una relazione efficace che consenta il dialogo ad ogni età.

 


I capricci

Spesso dinanzi ai capricci dei bambini, genitori e insegnanti rimangono coinvolti in un insieme di sentimenti negativi che li conducono a comportarsi in maniera talvolta eccessivamente permissiva o eccessivamente punitiva. Gli adulti si sentono spesso raggirati o incapaci davanti all’ennesimo pianto per un gioco, per un gelato negato, ecc. Ma interrogandosi sul vero significato dei capricci, immediatamente si scopre che spesso essi nascondono un tentativo, per quanto maldestro, di comunicare qualcosa: la stanchezza, un disagio, il bisogno di avere più attenzione da parte del genitore o dell’insegnante. I capricci, sono normali e fisiologici entro i 5/6 anni d’età e non dipendono necessariamente dallo stile educativo, quindi la prima cosa che bisogna imparare a fare è mostrarsi sereni davanti a questa manifestazione. I capricci rappresentano infatti una manifestazione relazionale, non esiste nessun bambino che fa i capricci quando è da solo; i capricci si presentano sempre e soltanto in presenza di un adulto e dunque è l’adulto che deve imparare a comprenderne la richiesta e a elaborare una risposta adeguata.

Obiettivi:
• Approfondire il significato dei capricci nelle diverse età
• Studiare diverse tecniche di spostamento dell’attenzione per accorciare il momento del capriccio
• Acquisire la griglia di lettura delle richieste sottese ai capricci.

 


L’ambiente che educa

Per ottenere una buona educazione è necessario non solo approntare delle buone attività, ma è necessario anche definire un ambiente che faccia da “base sicura” in grado di stimolare e sostenere la costruzione di conoscenze, abilità e
motivazioni nel bambino. In un’accezione molto ampia, l’ambiente che educa può essere inteso come luogo fisico, ma anche come spazio mentale, culturale, ed emotivo nel quale diventa possibile, sentendosi a proprio agio, esprimere e sperimentare le proprie capacità relazionali e cognitive, in maniera da essere invitati ad apprendere con motivazione e leggerezza. Affinché i processi di apprendimento si esprimano liberamente è dunque necessario costruire un ambiente che “automaticamente educhi”, creando nel bambino interesse tranquillità e voglia di apprendere, grazie anche al magnetismo che l’ambiente fisico e quello emotivo generano in lui.

Obiettivi:
• Scoprire le tecniche necessarie per costruire uno spazio fisico educante
• Approfondire le linee guida sulla costruzione di uno spazio che possa stimolare l’apprendimento
• Imparare a costruire nello spazio differenti angoli per creare differenti stati e favorire l’apprendimento.

 

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