E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Junior Training: Buongiorno in musica

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Junior Training: Buongiorno in musica

Il buongiorno in musica è un’attività psicocorporea di sensibilizzazione sensoriale che apre ogni giornata del Junior Training ed è destinata a tutti i bambini che vi prendono parte insieme ai loro genitori. Il suo obiettivo è creare un clima di disponibilità e di apertura alla relazione tra i partecipanti.

La sintesi metodologica su cui si struttura l'attività è Pedagogia per il terzo millennio.

IL QUADRO TEORICO DI RIFERIMENTO

Le idee teoriche di riferimento che guidano il laboratorio sono due. La prima è la “Teoria dei sistemi”, elaborata dal biologo austriaco Ludwig von Bertalanffy (1901-1972), secondo la quale la famiglia è un sistema aperto che scambia informazioni ed energia con altri sistemi aperti (le altre famiglie) attraverso le relazioni, che trasformano un mero agglomerato di persone in un gruppo con membri interdipendenti.

La seconda teoria è quella psicocorporea, secondo la quale psiche e corpo sono strettamente congiunti e interconnessi: è da una solidità fisica che è possibile giungere ad una solidità emotiva e cognitiva. Secondo White (1959) il desiderio di esplorare il mondo dei bambini non riflette solo un bisogno di curiosità, ma risponde ad una motivazione intrinseca a padroneggiare e controllare l'ambiente e le situazioni per sentirsi competenti ed efficaci (effectance). Harter (1978), esaminando lo sviluppo della motivazione di effectance, ha teorizzato un modello secondo il quale il soggetto, se ottiene rinforzi positivi, interiorizza un sistema di autogratificazione che fa diminuire il bisogno di gratificazione esterna e aumenta la motivazione a raggiungere gli obiettivi, grazie alla percezione della propria competenza e del proprio controllo sull’ambiente. Affinché il bisogno naturale di autorealizzazione si esprima, è necessario che il soggetto si percepisca come competente e in grado di affrontare con successo i propri compiti evolutivi.

IL LABORATORIO: BUONGIORNO IN MUSICA

Il laboratorio viene realizzato disponendo le famiglie in cerchio e riempiendo lo spazio con oggetti psicomotori di volta in volta diversi: corde e cerchi colorati, foulard, petali di carta che riportano alcuni input su tematiche rilevanti per una crescita sia emotiva che cognitiva (ad esempio: amicizia, fiducia, umiltà). Questi oggetti rispondono al principio dell’esternalizzazione di Bruner: far sì che il prodotto sia fonte di riflessione continua, poiché sempre presente davanti agli occhi del destinatario. Vengono inoltre utilizzate varie musiche, narrazione e canto.

Poiché si ritiene che l’adulto abbia maggiore dominanza cognitiva rispetto al bambino, si richiede una partecipazione di genitori e figli che inizia con una presa di consapevolezza del proprio corpo e con un maggior contatto con sé stessi (sfregare la mani, battere i piedi, muoversi nello spazio) prima individualmente, poi per gruppi di appartenenza, successivamente come un solo gruppo, per ritornare infine ad una dimensione intrapersonale più intima: partendo da una consapevolezza personale, attraverso il lavoro di gruppo, si approda ad una consapevolezza più intima con sé stessi e con gli altri.

L’obiettivo generale che il laboratorio vuole raggiungere è far migliorare il genitore attraverso la relazione con il proprio bambino; quest’ultimo, quindi, è ponte, struttura e stimolo per l’accrescimento delle competenze genitoriali. Il genitore non è più punto di riferimento assoluto dell’educazione del bambino, ma apprende come educare osservando il figlio stesso.

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