Suscitare nell’altro il desiderio di apprendere è l’obiettivo principale di ogni educatore.
Patrizio Paoletti
Come ampiamente osservato da molti studiosi, i bambini, fin da piccolissimi, apprendono con gioia, instancabilmente, in ogni momento della loro giornata.
E' altrettanto vero, come sotenuto da molti organismi internazionali, che la necessità di apprendere ci accompagna per tutta la vita. L'educazione e l'apprendimento rimangono quindi un punto fermo nella vita dell'uomo.
Il concetto di mediazione mette in luce il tipo di relazione che promuove questo processo: mediare è l’arte che l’educatore mette in campo per trovare il punto di incontro con colui che educa affinchè l’apprendimento si realizzi.
La “Mediazione”, com’è intesa in Pedagogia per il Terzo Millennio, è il risultato di una serie di domande: “Dove sono io, dov'è lui? Cosa vogliamo ottenere insieme? Quanti passi devo fare verso di lui? Che cosa posso aspettarmi che lui faccia? Qual è la distanza giusta per osservare ciò che sta accadendo?”.
Prerequisito per mediare è l'osservazione.
L’educatore, secondo l'approccio didattico di Paoletti, conosce le difficoltà del più piccolo e si dedica costantemente a sostenerlo nel processo di apprendimento. Egli ha un sapere in più rispetto al bambino che determina una differenza di capacità. Questa differenza di capacità tra maggiore e minore costituisce la distanza che può essere colmata tramite la mediazione.
La Parola Mediazione
La parola “mediazione” potrebbe far pensare che il punto di incontro tra educatore ed educando si trovi, rispetto alla distanza che li separa, esattamente a metà. Dal punto di vista della PTM, l’educatore è il tramite che permette all’educando di percorrere l'intera distanza. Distanza che lo separa dall'acquisizione della capacità.
E’ proprio questo il ruolo del mediatore: aiutare il bambino ad affrontare un apprendimento ancora al di la delle sue capacità, ma quasi alla sua portata. Si tratta quindi di fare in modo che, attraverso il confronto mediato con la novità, egli possa fare il passo successivo, quel passo che realizza il suo attuale possibile avanzamento.
Il desiderio di conoscere
Per PTM il ruolo dell’educazione è principalmente quello di sostenere il naturale desiderio di imparare presente in ogni bambino, in ogni uomo. Il primo compito dell’educatore è così quello di emanare il desiderio di conoscere.