E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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#1MILIONEDIPASTI, parola ai volontari: "Aiutare mi ha fatto ritrovare consapevolezza"
#1MILIONEDIPASTI, parola ai volontari: "Aiutare mi ha fatto ritrovare consapevolezza"

Cosa ti ha spinto a diventare volontario per 1 Milione di pasti?

Partecipo come volontario a questa bella iniziativa già dall'anno scorso, e quest'anno sono arrivato ad una decina di presenze al centro di via Mambretti. Vivevo un periodo personale abbastanza complicato e quando mi si è presentata l'occasione di conoscere il progetto attraverso un operatore della Fondazione Paoletti, ho pensato di prendere la palla al balzo, di abbandonare la paura che avevo di affacciarmi a situazioni nuove e di mettere in gioco le mie emozioni. I 40 km da affrontare in macchina non erano un ostacolo così tanto grande.

Ci sono storie che ti hanno colpito durante la serata di distribuzione?

Sin dalla prima sera in cui sono stato al centro mi ha molto colpito un ragazzo giovane, sulla ventina. Tempo di mettere giù le nostre cose, insieme agli altri volontari, e lui mi si è presentato davanti, con un grande sorriso. Mi stava accogliendo al centro. Riccardo è uno degli ospiti del centro di via Mambretti, ma collabora con l'organizzazione per sensibilizzare gli altri ospiti verso la cura e la pulizia degli spazi comuni. La sua storia è quella che vivono molti italiani di questi tempi. Ha perso entrambi i genitori, il padre è stato una delle tante vittime della crisi. Riccardo si era rimboccato le maniche e aveva avviato una piccola attività nel campo delle energie rinnovabili. Dopo un buon inizio, il lavoro ha cominciato a non arrivare più e nel giro di poco tempo si è ritrovato nella condizione di dover chiedere aiuto. Quello che mi ha colpito è che, nonostante la sua storia, Riccardo ha la forza di guardare sempre con positività verso il domani. Ti dice: “Io ce la farò, noi ce la faremo”. È stata una conoscenza travolgente. E' bello vedere come una persona, anche nella difficoltà, riesce a guardare alla vita con un sorriso.

Come hai vissuto questa esperienza?

L'ho sentita come un dono. Mi è capitata in un momento personale molto difficile e mi ha permesso di capire molte cose di me e della mia vita. Il dono che ho ricevuto è quello di avere l'occasione di aiutare persone come Riccardo. Avere la possibilità di guardarle negli occhi mi ha fatto ritrovare consapevolezza di me e delle mie risorse interiori, mi ha fatto capire che lo Stefano che voglio essere è quello che dona, senza schemi e senza maschere. Per me è vitale. È un po' di sere che non riesco ad esserci e vi assicuro che la differenza si sente, ogni giorno sempre di più. Non ho mai sentito tanta energia dentro di me come quella che mi ritrovo alle 11 di sera uscendo dal centro di via Mambretti.

Stefano S.
 

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