E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Diritto alla partecipazione e ambienti urbani: il contributo di Pedagogia per il Terzo Millennio. Parte II
Diritto alla partecipazione e ambienti urbani: il contributo di Pedagogia per il Terzo Millennio. Parte II

Segue da Diritto alla partecipazione e ambienti urbani: il contributo di Pedagogia per il Terzo Millennio. Parte I

“Ambiente, contesto e circostanze”
è la griglia osservativa che Pedagogia per il Terzo Millennio propone per la progettazione e la realizzazione di spazi adeguati all’infanzia. Questi tre insiemi, distinti e correlati, si incontrano e si fondono, determinando le opportunità di apprendimento, per gli adulti come per i bambini. Per ambiente si considera il luogo fisico, la sua architettura, i suoi colori, le sue impressioni. Esso è considerato, da buona parte della pedagogia contemporanea, “il terzo educante”, al di là e prima dei genitori, degli educatori e degli insegnanti. Il contesto è l’insieme delle storie delle persone che abitano l’ambiente, degli intrecci che queste producono, delle relazioni che si vengono a creare all’interno di esso.

Le circostanze sono le opportunità educative che si presentano all’interno di questi contesti mutanti, come mutante è l’ambiente che li ospita. Le circostanze creano dei veri e propri percorsi di forza, dei vortici di capacità o di disperazione e incapacità. Questo è il terreno su cui l’uomo che osserva può accorgersi di ciò che lo circonda e scorgere come ciò che lo circonda condiziona i suoi atteggiamenti.

E’ necessario quindi ri-scoprirsi non divisi dall’ambiente, dipendenti dal contesto e dalle circostanze. Con questa nuova consapevolezza è possibile scorgere come il mondo interiore sia vivificato o mortificato dalle circostanze, come prenda forma a secondo del contesto e duri per il tempo che l’ambiente gli concede.

In quest’ottica diventa più chiaro come le nostre città offrano ambienti inadatti alla manifestazione del diritto alla partecipazione, alla pratica dell’ascolto. Spazi ridotti, inquinati, scomodi e inadatti rendono impossibile la produzione di quei contesti, cioè di quelle realazioni che facilitano l’ascolto del bambino, dei suoi bisogni, dei suoi desideri. Genitori affannati, impauriti e stanchi, con una qualità di vita in costante deterioramento, in assenza di ambienti accoglienti, gravidi di bellezza, riferimenti, contenuti e significati, come potranno mai portare a termine la missione educativa affidata loro? Gli spazi metropolitani contemporanei sono spazi del non-ascolto in cui le relazioni sono frammentate, discontinue, in cui il tessuto relazionale espanso è assai limitato e spesso conflittuale.

Se poi si osservano le “comunicazioni” presenti in questi ambienti, si potrà ben notare come esse siano soprattutto di natura pubblicitaria, commerciale, come manchino le librerie, le ludoteche, le occasioni di formazione e incontro per i genitori e di aggiornamento per gli insegnanti. La domanda, nata grazie al concetto di partecipazione, si trasferisce così dal diritto alla pedagogia alla sua capacità di orientare scelte urbanistiche, quindi politiche. La nostra riflessione si sposa dall’affermazione di un diritto alla ricerca e creazione di quelle speciali condizioni che permettono al diritto stesso di realizzarsi pienamente. La nostra attenzione si concentra così sugli ambienti e sulla loro modificabilità, sulla qualità delle relazioni in essi espresse e sui loro effetti in correlazione alle inclinazioni, ai caratteri e alle intelligenze dei nostri figli.

Come possiamo quindi attualizzare e concretizzare il diritto alla partecipazione? Cosa vogliamo dunque per le nuove generazioni? Quelle circostanze educative che permettono l’ascolto e la partecipazione, la possibilità di cavalcare il cambiamento e non di subirlo: sensibilità, conoscenze pedagogiche, lungimiranza, chiara visione e senso di responsabilità.

dott. Marco Benini, pedagogista Fondazione Patrizio Paoletti

Pedagogia per il Terzo Millennio   |   Educazione

Bibliografia:
Bruner Jerome S., “Children’s Talk: Learning to Use Language”, 1983
Trad. It. “Il linguaggio del bambino”, 1999, Armando Editore
Bateson Gregory, “Steps to an ecology of mind”, 1972,
Trad. It. “Verso un’ecologia della mente”, 1993. Adelphi Editore
Gardner Howard, “The disciplined mind”, 1999
Trad. It. “sapere per comprendere”, 1999, Edizioni Feltrinelli
Paoletti Patrizio, “Crescere nell’eccellenza”, 2008, Armando Editore
Morin Edgar, “Les sept savoirs nécessaires à l’èducation du futur”, 1999
Trad. It. “I sette saperi necessaire all’educazione del futuro”, 2001, Raffaello Cortina Editore