Il Congo sceglie il suo futuro tra tensioni e incertezze
KINSHASA, martedì 6 dicembre – Desta molta preoccupazione il clima che si respira oggi nella Repubblica Democratica del Congo, dove Fondazione Patrizio Paoletti e Associazione Patrizio Paoletti Onlus lavorano dal 2007 ad un progetto di scolarizzazione, assistenza sanitaria e alimentare per 1340 bambini della capitale Kinshasa.
Proprio Kinshasa, in queste ore, è sotto i riflettori dell'opinione pubblica e delle istituzioni di tutto il mondo. Il 28 novembre si sono svolte le elezioni politiche atte a consentire a circa 32 milioni di cittadini del paese africano di designare il presidente della Repubblica e 500 deputati del Parlamento.
Il quarantenne presidente uscente Joseph Kabila, dato per favorito, si confronta principalmente con il leader dell' ”Unione per la democrazia e il progresso sociale” Etienne Tshisekedi, secondo molti unico avversario che potrebbe contendergli la nomina.
Purtroppo su questo passaggio politico incombe l’ombra dei brogli e la tensione sociale e politica è ai massimi livelli. Le operazioni di voto si sono svolte in modo molto approssimativo e si sono accompagnate a numerosi gravissimi incidenti.
Un rapporto di Human Rights Watch denuncia una sanguinaria repressione, ad opera della Polizia e della Guardia Repubblicana, delle manifestazioni che i sostenitori di Tshisekedi stanno inscenando in queste ore a Kinshasa: negli scontri sarebbero morte almeno 14 persone e sono stati incendiati 15 uffici elettorali.
Sembra che ad aggravare ulteriormente la situazione, si siano aggiunte anche azioni militari di alcuni gruppi indipendentisti locali, che hanno approfittato della consultazione e delle manifestazioni per attirare l'attenzione sulle loro rivendicazioni politiche.
Mentre si susseguono, minuto dopo minuto, le proiezioni dei risultati dell’elezione (al 52,91% dei seggi scrutinati, Kabila è in testa con circa 4 milioni 900 mila voti, segue Thisekedi con 3 milioni e 400.000), si rincorrono anche le preoccupanti notizie delle violenze.
Jospeh Kabila governa da quando è finita la spaventosa guerra civile che ha provocato quasi dieci milioni di morti. I risultati non sono stati tra i più brillanti: molta corruzione, scarso sviluppo economico, divario sempre più profondo tra i clan familiari più ricchi e largi strati di poverissimi, forti faide tra gruppi locali militarizzati.
Fortemente impegnata nel contribuire allo sviluppo sociale del Congo, con particolare interesse per il benessere e il futuro dell’infanzia di questa immensa e martoriata nazione, Fondazione Paoletti segue con apprensione queste ore così delicate.
Non si decide, infatti, soltanto dell'orientamento politico e la gestione di un territorio ricchissimo di materie prime, ma soprattutto del futuro democratico e le speranze di affrancamento di una popolazione che vive ancora in larga parte in una condizione di povertà estrema.
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