E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Insegniamo ai bambini a cambiare nel futuro che cambia. L'intervento di Patrizio Paoletti alla Camera
Insegniamo ai bambini a cambiare nel futuro che cambia. L'intervento di Patrizio Paoletti alla Camera

di CIRO SCATEGNI

Mercoledì 15 novembre, Fondazione Patrizio Paoletti ha partecipato in qualità di partner pedagogico alla conferenza “Italia: poveri bambini. Per una definizione di bisogno che riscriva le regole dell’aiuto” presso la Camera dei Deputati. L’evento è stato promosso da “L’Albero della Vita” insieme a “Human Foundation”, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, l’ “Alleanza contro la povertà in Italia" e in collaborazione con la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.  

Secondo i dati Istat relativi al 2016, in Italia 1 milione e 292mila bambini vivono in povertà assoluta, il 12,5% (contro il 10,9% degli under 18 nel 2015 e il 3,9% nel 2005), mentre è il 26,8% delle famiglie con tre o più bambini a trovarsi in questa condizione (dal 18,3% del 2015). La conferenza è partita da una domanda centrale: come affrontare questa povertà?

Tra i numerosi interventi, una riflessione sui bisogni dell'infanzia, su quali sono oggi le priorità e qual è il panorama delle misure a garanzia dei bambini che versano in condizione di povertà è arrivata, in apertura della conferenza, dal Vice-presidente parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, On. Sandra Zampa. Al suo intervento si è affiancato quello dell'Autorità Garante Nazionale per l'InfanziaFilomena Albano, che ha ribadito la necessità di ripartire dalla Carta dei diritti del Bambino, per giungere a una condivisione di respiro universale che affermi un principi di uguaglianza: ogni bambino ha diritto ad essere ricco in egual misura. C’è una povertà economica, ma anche affettiva, relazionale da analizzare e a cui dare risposta. Assicurare ad ogni bambino il benessere psicofisico, ha sottolineato Albano, sarà possibile solo grazie a tre fattori sinergici: c’è bisogno di una cabina di regia unica istituzionale, di maggiore coordinamento e dialogo tra le misure attive a livello nazionale e locale, di fare tesoro di quello che il monitoraggio dei dati, strada maestra per il futuro, porta in evidenza.

Il contributo di Fondazione Paoletti è stato portato dal presidente, Patrizio Paoletti, con l'intervento intitolato "La povertà come abito della mente". "Non è possibile pensare rispondere con una sola azione alla povertà - ha detto Paoletti - C’è bisogno di un approccio integrato, perchè la povertà porta con sé un problema più esteso, chiama più parti in causa e ha necessità di una risposta di insieme che faccia la differenza". Paoletti ha sottolineato come oggi, grazie alle neuroscienze, abbiamo la straordinaria occasione di studiare i nostri processi interiori, che sono il motore della nostra capacità di prefigurare il futuro. "Rita Levi Montalcini ci ha lasciato incitandoci a dedicarci alla crescita dell'area valutativa del nostro cervello, l’unica capace di risanarci e migliorare la nostra società. I lobi prefrontali sono la sede della nostra capacità di prefigurazione, di cambiare nel mondo che cambia. Se oggi impariamo a prefigurare ciò che potrebbe accadere domani, saremo pronti a dare risposte più efficaci, anche a macro-problemi come la povertà". In questo lavoro di pianificazione di una risposta, ha detto Paoletti, giocano un ruolo importantissimo le emozioni. Solo attraverso l’impegno e la continuità possiamo ridurre le nostre oscillazioni emozionali, che portano con sé frustrazione, rabbia, violenza e la rottura con l’altro. Dobbiamo allenarci a una gestione delle emozioni, all’espressione piena delle 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva: consapevolezza di sé, dominio di sé, motivazione, empatia, abilità sociali. Quest’ultima, non per ordine di importanza, è preziosissima, perchè ci permette di costruire reti di reti.

"La nostra vera ambizione deve diventare quella di dare una vita felice alle persone, molto di più che farle sopravvivere. Una vita felice è una vita gratificante, ricca. Possiamo farlo lavorando sull’ambiente. Sono gli ambienti che dominando sulla crescita del bambino: il bambino impara lì dove vive. Dobbiamo quindi portare la nostra attenzione alle abitudini e alle manifestazioni nella quali la crescita si svolge. Sollecitare l’eccellenza, certificare le tappe dello sviluppo del bambino attraverso un sistema comportamentale che non sia Sollecitazione-Risposta reattiva, ma che conservi il tempo della comprensione: Sollecitazione-Comprensione-Risposta. Daremo al bambino capacità di scelta se il bambino avrà imparato insieme a noi a immaginarsi cambiare nel futuro che cambia."