E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Minori non accompagnati: emergenza educativa in Italia e in Europa
Minori non accompagnati: emergenza educativa in Italia e in Europa

di CIRO SCATEGNI

L’Italia è il primo paese dell’Ue per numero di bambini migranti non accompagnati arrivati nel 2016: dei 28.223 minori giunti via mare sulle coste italiane, il 92% (cioè quasi 26.000) era solo o separato dai genitori, oltre il doppio rispetto ai 12.360 casi registrati nel 2015. Sono inoltre già 3.000 nel 2017 i minorenni stranieri non accompagnati sbarcati in Italia. Un numero in linea con quello record raggiunto nel 2016, quando i minori soli arrivati via mare furono il doppio dell’anno precedente.

Il numero di bambini migranti non accompagnati nel 2015-2016 ha infatti raggiunto livelli record: 300.000 minori registrati in 80 Paesi, oltre 4 volte in più rispetto ai 66.000 documentati tra il 2010 e il 2011. Più della metà, 170.000, ha chiesto protezione in Europa. In tutto sono stati oltre 100.000 i bambini migranti arrivati in Italia, Grecia e Bulgaria nel 2016, 33.800 non accompagnati. Il 92% di chi è arrivato via mare in Italia era solo o separato dai genitori mentre il 75% tra i 14 e i 17 anni ha riferito di essere stato detenuto o costretto a lavorare.

La maggior parte dei minori che giungono in Italia provengono dall’Africa, in particolare da Eritrea, Gambia e Nigeria. Secondo il rapporto, ad arrivare in Italia soli sono soprattutto gli adolescenti: il 92% dei minori non accompagnati è infatti di età compresa tra i 15 e i 17 anni, mentre il restante 8% è al di sotto dei 15 anni. Nel corso del 2016, 191 bambini hanno potuto beneficiare del ricollocamento dall’Italia ad altri paesi dell’Ue, ma uno solo era tra quelli “non accompagnati”. 

L’emergenza migratoria in atto lascia i bambini migranti sempre più esposti a rischi. Quella dei minori non accompagnati è infatti certamente un'emergenza umanitaria di enormi proporzioni: moltissimi di questi minori sono purtroppo sottoposti ad abusi come schiavitù e prostituzione.

L'impennata degli arrivi di minorenni ha reso necessaria l’istituzione nel 2014, all’interno del Dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno, di una Struttura di missione per l’accoglienza di questi soggetti vulnerabili. Il modello attivato dal Ministero prevede una fase di prima accoglienza in strutture governative ad alta specializzazione e un’accoglienza di secondo livello nell’ambito dello Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) dedicato ai minori stranieri soli, adeguatamente potenziato. Per l’accoglienza di ciascun minore straniero non accompagnato lo Stato prevede un finanziamento di 45 euro al giorno. Il Viminale ha predisposto interventi a sostegno dei Comuni che puntano ad ampliare il numero dei posti per la prima e la seconda accoglienza, contribuendo anche economicamente ai relativi oneri. L’escalation di sbarchi ha portato l’Italia a chiedere un aiuto alla Commissione europea e Bruxelles ha stanziato 13 milioni di euro. Il Ministero ha lanciato un bando pubblico per reperire 2.000 nuove soluzioni d’ospitalità a favore dei minorenni.

Ciò che riteniamo fondamentale sottolineare è che qualsiasi soluzione venga adottata per accogliere questi minori e garantire loro nuove prospettive di vita non può prescindere dall'aspetto educativo, perchè quella dei minori migranti non accompagnati è soprattutto una grande emergenza educativa.

Senza casa, senza famiglia, senza scuola, senza punti di riferimento, questi minori rischiano di rimanere per tutta la loro vita in balia degli eventi, indifesi, esclusi e non integrati. Il loro futuro, già minato dalla loro difficile storia personale, rischia di essere definitivamente compromesso.

Le esperienze di successo dei progetti della Fondazione Paoletti in Paesi in cui le condizioni di vita sono estremamente difficili, dimostra che è possibile e doveroso plasmare i costenti sociali ed economici, anche i più complessi, intorno alle necessità e ai diritti dell'infanzia.

E' questa la risposta che oggi l'Italia e l'Europa sono chiamate a dare insieme per il futuro di questi minori, che ci chiedono semplicemente di vivere pienamente la loro vita, come fa ogni bambino al mondo.


Fonte: Ansa
Foto: Ansa / Claudio Accogli